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 35 posti di lavoro a rischio

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AutoreMessaggio
zakunin
Admin


Numero di messaggi : 51
Data d'iscrizione : 16.11.07

MessaggioTitolo: 35 posti di lavoro a rischio   Sab Nov 24, 2007 11:10 pm

Da "Il piccolo" del 27 novembre 2007:

Citazione :
Rischiano il posto di lavoro 35 dipendenti della «Cooperativa Franco Basaglia»


Citazione :
Anche
lo storico nome «Cooperativa lavoratori uniti Franco Basaglia» si
associa adesso alla parola licenziamento. Un terremoto che riguarda non
solo 35 persone che dal primo dicembre rischiano di perdere il posto,
ma l’intero assetto della cooperativa nata per l’inserimento lavorativo
di persone con disagio psichico (oggi tuttavia su 280 lavoratori solo
100 sono ex assistiti dal Dipartimento di salute mentale). L’impresa è
attiva nel campo delle pulizie, del facchinaggio, delle mense, della
legatoria, della lavanderia e dei trasporti. Da circa cinque anni 43
dipendenti erano impegnati con un appalto della Prefettura nel servizio
pasti per le scuole di polizia (quattro a Trieste ridotte ora a tre).
«Il
monte ore - spiega il presidente Roberto Colapietro- era alto,
7000-8000 mensili, perfino superiori alle necessità del servizio.
Adesso, con una nuova legge, l’appalto si basa sul numero di pasti,
compresi gli alimenti, e il prezzo dell’appalto è sceso da un milione e
mezzo di euro a mezzo milione, così da 43 dipendenti necessari ne
bastano 10».
Lo Stato risparmia. «E fa bene» sottolinea il
presidente. Ma il risvolto stavolta è questo: gente di 50 anni che
nella «mutualità» ha trovato dignità di vita si ritrova in strada. Da
tempo la «Basaglia» ha chiesto alla Prefettura di trovare una soluzione
alternativa, considerata la delicatezza sociale del lavoro, e la
necessità di non far ricadere nel precariato proprio chi è stato
aiutato a evitarlo. Si è tenuta una riunione, la seconda però,
risolutiva, non è stata mai convocata.
Per cui ieri Colapietro ha
inviato una lettera-appello al sottosegretario Rosato, al prefetto
Balsamo, agli assessori regionali e provinciali al Lavoro (Cosolini e
Pino), all’assessore provinciale alle Politiche sociali Guglielimi, ai
segretari generali di Cgil, Cisl e Uil (Belci, Motta, Visentini). «Il
mercato è mercato - constata il presidente con realismo - e noi stiamo
nel mercato, però non è possibile mettere sulla strada questi
lavoratori, teniamo poi conto che in una simile situazione non possiamo
nemmeno assolvere alla nostra prima funzione, e cioé inserire nella
produzione chi proviene dal disagio e sta facendo corsi di formazione».
La precedenza va ai disoccupati. Ma così il ciclo virtuoso della
«Basaglia» si scontra con contraddizioni che ne minano l’attività alla
base. Ed è solo per queste più alte ragioni che il presidente non fa
quello che per statuto sarebbe sufficiente: spedire licenziamenti con
lettera raccomandata. «E’ doveroso - dice - trovare una soluzione, e io
sono fiducioso». Ma il sindacato Ugl protesta con la cooperativa, e
nello stesso tempo con la Prefettura, davanti alla quale minaccia di
fare una manifestazione venerdì 30, vigilia di disoccupazione.
g. z.
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